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Inizia così una delle poesie più famose (e tra le più belle secondo me) di Alda Merini, contenuta in “Vuoto d’amore”. Ho conosciuto quest’ artista dallo spirito affascinante ed inquieto superficialmente in tv, quando si affacciò a declamare i suoi versi al grande pubblico. La vera personalità di questa donna, e l’aspetto più intimo di una parte della sua vita, l’ho però scoperto quest’anno a teatro vedendo lo spettacolo “La pazza della porta accanto” . Il difficile e intenso compito di interpretare la poetessa dei navigli è stato affidato ad una straordinaria Anna Foglietta, in grado di mettere in scena tutto il dolore e tutta la sete di vita di questa donna nel periodo che va dall’ingresso all’uscita dall’ospedale psichiatrico. Non sto qui ora a raccontare tutto lo spettacolo, perchè so che verrà nuovamente messo in scena anche nel prossimo autunno e mi auguro vivamente tocchi più città possibili in Italia perchè merita veramente di essere visto da più persone possibili. Tutto questo discorso l’ho fatto perchè oggi ricorre la nascita di Alda Merini e io, appena tornai dallo spettacolo a teatro, di getto scarabocchiai su un foglio un ritratto di una scena che mi aveva particolarmente colpito. La qualità è evidentemente scadente ma volevo rappresentare l’emozione del momento, la gratitudine verso un’attrice che mi aveva permesso di avvicinarmi ad un’altra artista in un modo totalmente diverso da quello che conoscevo. Mi piace esternare le emozioni che provo con i mezzi che ho, indipendentemente dal risultato.

Ps: Ringrazio anche qui Anna Foglietta per aver apprezzato il mio piccolo omaggio. Infinita gratitudine.

Allego qui il link per tutte le informazioni sullo spettacolo. http://www.teatrostabile.umbria.it/spettacoli/la-pazza-della-porta-accanto